San Pietroburgo 4

Pagine di viaggio. Giorno 5. Ho brindato con Putin! Ora posso considerarlo un amico…si’ perche’ in Russia l’anno nuovo e’ affare intimamente ufficiale. Si inizia guardando un film, ma non uno qualsiasi, proprio quel film; e non quando ti va, ma quando lo fa l’intera nazione. Da sempre. Mi e’ stato detto che nessuno deve mancare perche’ sia bello per ognuno. Poi si raggiungono gli amici e si imbandisce la tavola; sulla mia c’era caviale arancione, stocafisso in pelliccia che altrimenti ha freddo, fegato di pesce perche’ anche i pesci hanno fegato, insalata russa che non deve viaggiare per essere mangiata, oca stecchita, zucca al riso e non in carrozza e champagne. Si brinda al vecchio anno che va; lo si saluta come un vecchio saggio che si ritira, poi si comincia la cena. Lo sai Sarah che oggi tutto il mondo e’ impegnato a mangiare? Quando eravamo ragazzi iniziavamo ai primi di dicembre a cercar di trovare il necessario per la cena di capodanno e ogni cosa trovata veniva gelosamente conservata per oggi. E poi si mangiava nessuno ci rinunciava. Oggi non dobbiamo piu’ cercare il cibo, ma ancora tutti mangiamo….ma ecco che arriva Putin mancano due minuti al passaggio. Tutto si ferma e Putin senza guanti ne cappello inizia a parlare:” amico, amica….” poi io mi perdo nel russo e non capisco piu’ nulla, ma loro sono attenti alle parole. Meno dieci; ci siamo, Putin dice di nuovo amico, amica… e lascia il posto ad un grande orologio. Non ci sono parole, ma solo rintocchi. Nove, otto, sette…no aveve sbagliato otto adesso…non so… mi son perso….ci sono citiri, tri, dva, adin….siamo nel nuovo anno, i calici si alzano per la seconda volta, ora a salutare il nuovo che viene. C’e’ calore, profonda amicizia, amore, ospitalita’, sorrisi, gratitudine, giovinezza; ognuno di noi ha portato qualcosa da sciogliere nell’aria di questa stanza. E’ il momento dei doni; dal nulla appaiono sacchetti e biglietti, a me fanno un regalo raro, dolcetti e una frase speciale: ” ben venuta in famiglia Sarah” e poi ci si ringrazia; qui servono tre baci per farlo. Le chiacchiere ricominciano e la cena procede. Ma arrivano le due e’ capodanno in Italia, allora i calici s’alzano all’italiana con due bei baci appiccicati alle guance di ognuno. E’ tempo di uscire per ringiovanire. Per strada nevica e tira vento. Venti minuti bastano e siamo nuovi di zecca e pronti per il rito del te’. La tavola e’ di nuovo imbandita di ogni tipo di dolce ed il te’ delle 5 di notte e’ servito. Ora aspettiamo Natale e la lunga notte. Buon Anno.