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Il vento

Nel silenzio arso dal sole la voce del vento cammina di albero in albero; si infila nei rami acquistando magia ed io la odo cantare. Parla parole dal colore del coccio. Leggera ti colpisce, ora da un lato ora dall’altro, in una nube di suoni compatta, un poco come il treno che arriva. Poi, assieme all’aria, si scioglie e dissolve. A volte, invece, finisce contro gli oggetti sonanti che l’uomo ha disseminato nella natura e allora inizia una danza con quei timbri dolci da lei stessa creati. Accade che un uccello canti soprano sopra questa sinfonia creata dal vento oppure che un animale lontano balzi in contrappunto con la sua voce forte. Così la foresta mi parla di casa ed io l’ascolto.

La poppa

Ascoltare le onde richiede un occhio fino, un sedere sensibile e una mano d’artista. Le orecchie non servono a nulla e possono riposare davanti alle acque increspate a meno che non si vogliano usare le onde per suscitare in se stessi il pensiero romantico di un ricordo che ancora punge e si rifiuta di passare all’oblio, ma questa e’ un’altra storia. Occhio, sedere e mano hanno invece il potere di tenerti legato al momento e di farti scivolare nel profondo piacere di sentire quella piccola accelerata in discesa dall’onda. Non e’ possibile non amare questo istante di vita fatto di vento in poppa e di immenso nella mente. Allora guardi le spalle dell’ amico impegnato alle scotte e pensi che forse anche lui e’ entrato in quell’attimo di felicità profonda lavorando di braccia. Non glielo chiedi perché’ momenti così non hanno spazi per le parole. Essi ti impongono solo di tornare a guardare il movimento delle onde, sentire l’attimo in cui il sedere si alza e rispondere con un leggero movimento di mano che va verso e contro le onde. Onda dopo onda a sentire la bellezza della vita. Questo e’ il ritmo della completezza. Questo e’ il ritmo della felicità. Basta una discesa sotto spi!

Magia

Magia e’ arrivata portata dal soffio di un uomo. I doni soffiati sono regali alquanto speciali perché trasportati da parole che vagano libere senza intenzione. Così Magia e’ un regalo per caso e per questo raro. E’ arrivata accompagnata da gentilezza e sensualità, poi loro si sono perse per strada, ma Magia e’ rimasta perché possiede carattere ed e’ nata libera. Noi due ci siamo scelte un giorno di vento. Siamo una lo specchio dell’altra. A lei non piace stare imbrigliata e se la soffochi e’ capace di spegnersi. Non sopporta i carichi eccessivi e se una persona e’ di troppo la sgroppa impuntandosi. Non concede nulla all’eccesso ed e’ veloce con poca tela. Adora i tagli particolari e non possiede elementi canonici. Tiene l’assetto facendo da se’ perché’ lei sa portare se stessa. Risponde al tuo tocco spiegandoti cosa vuole o cosa non vuole e quando le piace lei vibra spingendoti nel suo piacere. Non si fa condurre come le altre, lei vuole da te l’opposto dell’ovvio. E’ stabile e se necessario sa stringere da far paura per raggiungere il suo obbiettivo. Non si perde in farfalle solo perché l’annoiano, lei preferisce le andature portanti per dare il meglio di se’. Scivola leggera e silenziosa nella sua gentilezza. Si uniforma alla mano esperta solo se lei decide che sì, ma risponde sempre ai miei desideri perché mi ha guardato negli occhi e le sono piaciuta. A me lei regala tutta se stessa perche’ le piace sentirsi chiamare: “Tatina”. Non so perché, ma so che e’. Lei e’ la mia Magia.

Raffica

Scivoli sul pelo dell’acqua con un sibilo silenzioso e mi chiami a danzarti. Ti accompagno perdendomi nel vento. Raffica.